sabato 20 agosto 2011

Patata Pruriginosa

Ti narrerò la storia di Patata Pruriginosa, la prima favola porca della storia delle favole (o la seconda, considerando la principessa sul pisello)...
Poesia in rima, scritta in metro giambico alternante bifasico 2.0


PATATA PRURIGINOSA

C'era una volta una giovine pulzella
bionda era come l'oro, ed assai bella
il suo nome era BiancaRosa
conosciuta da tutti qual Patata Pruriginosa...

Il nome ahimè, leggiadra giovinetta,
era dovuto alla mancanza di saponetta
E tutti insieme anche s'ella era vogliosa
si rifiutavano di prendersela in sposa...

donna tapina,trista e puzzolente
girava per il borgo, additata sì fetente,
e con solerzia e furore si grattava,
perchè neanche la mutanda si lavava

Un bel giorno sulla via apparve sul destriero
un baldo giovine, elegante e fiero
portava sul cappello una piuma magistrale
e, tutti lo sapevano, avea sangue reale

Il principino, ancor assai zitello
(lo so che te lo aspetti che rimo con pisello)
vide la fanciulla da lontano
e rapido si scosse, per cingerle la mano

La puella vedendolo arrivare
si ritirò, temendo il suo odorare
e corse via, rapida e irritata,
per evitar l'incontro della testa coronata

Il giovine lanciò con urla il suo cavallo
seguendo il bocconcino che, lesta come un gallo,
si apprestava a fuggir per la prateria,
cercando il rifugio a casa di sua zia

L'uomo la raggiunse, e senza parola alcuna
si fiondò su di lei balzando da una duna
e la bloccò giù al suolo,
stringendola pignolo

"qual è il tuo nome. leggiadra mia fanciulla?"
Chiese il principe alla schiacciata bella
che così imprigionata
non riusciva a grattarsi la patata

"mi chiamo Bianca" rispose lei ansiosa,
"Ma per tutti son Patata Pruriginosa.
Dimmi il tuo nome, mio nobile sire
così ch'io lo sappia, prima di vederti svenire"

"Mi chiamo Tantum, son principe sovrano,
erede al trono del regno di Solimano,
e benchè di nobili radici
ahimè nacqui senza narici"...

La ragazza ,alla gran rivelazione,
per poco non cadde, preda lei di un coccolone
e abbracciò l'uomo, avvolto in un pastrano
"Son ben felice, di concederti la mia mano"

Questa è la storia vera e assai speciale
della ragazza che andò al soglio reale
che assunse il nome del principe che sposa
facendosi chiamare Tantum Rosa...


FINE

venerdì 19 agosto 2011

LA BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO





C'era una volta o forse erano due una ragazza di nome Bella Nel Bosco, ragazza molto carina soprannominata da tutti per questo motivo Anna. 

Ella era principessa di alto taglio nel senso che alla nascita in realtà era principe ma poi ha deciso altrimenti. Bella amava il principe Falqui, che aveva problemi seri perchè bastava che lo nominassero perchè i sudditi avessero improvvisi attacchi di diarrea acuta. Falqui amava Bella, ma non poteva avvicinarsi perchè appena veniva annunciato, la corte doveva correre in blocco al bagno, col re in testa che urlava: "io sono il re!!".


Un giorno Bella si rivolse ad un strega di nome Letizia, un tempo bellissima donna rimasta vergine, motivo per cui fu soprannominata Letizia Casta. 
La giovine chiese un modo per incontrare il principe, e la strega le diede un infuso contente antiche erbe taumaturgiche, marjuana e camomilla. "Attenta"disse,"questo preparato ha il potere astringente del limone unito ai 5 cereali, ma attenta!"disse"Se ne bevi troppo morira!O dormirai, non ricordo mai se una o l'altra".


Il principe il giorno dopo si recò a palazzo e quando fu annunciato tutti corsero in bagno. Tutti tranne la principessa che aveva appena preso la pozione, solo che ne aveva presa troppa e se la dormiva tranquilla seduta sul trono. Il re ordinò che fosse portata nella torre e sarebbe rimasta lì fino a che un principe non l'avesse baciata sulla bocca. Falqui disse,"son qui io, il principe Falqui, posso baciarla io", ma l'idea fece cagare a tutti. 
Arrivarono principi da tutto il mondo per baciare Bella la addormentata ma il viaggio era stato lungo e nel frattempo la ragazza non aveva potuto lavarsi i denti. Passarono così gli anni con i principi schifati che se ne andavano vomitando, solo Falqui rimase fedelmente vicino la ragazza, anche perchè non aveva altre speranze di trovare una tipa. Passarono così cento anni, poi Falqui, incurante del fiato nauseabondo e delle piaghe da decubito, baciò alfine la giovina non più giovine Bella che aveva perso la sua bellezza e non veniva più chiamata Anna, e insieme vissero per sempre  felici e contenti per altri due anni, poi divorziarono.



Così nacque la pellicceria Anna Bella, che ancora oggi deve il suo nome a quella sfortunata ragazza... FINE